Ho appena terminato il libro di Elena Giappone: ‘Le crepe sono fatte per l’ oro ‘, un libro che ho deciso di leggere essendo in un momento particolare della mia vita dove mi sto ponendo molte domande su come la sto vivendo, quelle domande che forse ti fai già da adolescente quando non sai quale scuola prendere perché ancora non hai ben chiaro chi vorrai diventare, e poi riemergono ogni tanto nel corso della vita quando fai dei bilanci, ho scelto davvero la strada giusta o mi sono accontentata?

Posso ancora cambiare percorso o mi devo rassegnare o semplicemente gli obiettivi che desideravo raggiungere li ho raggiunte, ma il forte senso critico e il perfezionismo che mi contraddistinguono da sempre, non mi stanno più permettendo di vedere il bello nelle cose che mi circondano nella quotidianità e dunque sarebbe sufficiente guardare il tutto con una prospettiva diversa?

Sto dedicando il giusto tempo alle cose e alle persone che davvero mi fanno stare bene o sto sprecando energie in situazioni e persone che non posso cambiare e mi sto logorando pensando di poterlo fare? Ho un sogno nel cassetto da tempo, ma continuo a rimandare, non sono davvero all’altezza o é solo paura di non farcela, di fallire, di uscire dalla propria zona di confort?

Ecco se anche tu sei in questa fase della tua vita, ove vivi un turbinio di emozioni appena sveglio e non sempre sai capire se si tratta di frustrazione, rabbia, amarezza ,poca riconoscenza e sei sempre alla ricerca di qualcosa, ma non sai cosa, allora forse questo libro é quello adatto a te, può aiutarti a fermarti, a riflettere a capire davvero, che il vuoto non é assenza di qualcosa, il fermarsi non é perdita di tempo, ma ritrovarlo.

Inoltre troverete interessanti o quanto meno curiosi molti modi di fare dei giapponesi, molti loro rituali, attraverso le 19 storie raccontate da Elena, che ti porteranno a viaggiare pur restando a casa tua.

Elena ha un dono speciale, la semplicità nello stile di scrittura, mi sono emozionata, ho pianto in alcune storie, quando si parla dell’ elaborazione del lutto, avendo perso mio padre anni fa mi ha profondamente toccato, ma mi ha conferito anche un gran senso di pace; ho sorriso di gusto in altre, come quella in aereoporto, quando un volo viene cancellato per una causa metereologica, ed é straordinario vedere l’incontro tra un italiana, in preda ad una crisi isterica, ed un giapponese, che sembra essere sereno nonostante l’evento, una tranquillità quasi snervante, ma l’incontro raccontato diviene poi qualcosa di magico ed ironico.

La semplicità dello stile permettono una lettura veloce, anche a quanti non sono magari soliti leggere tante pagine al giorno, anche perché volendo si potrebbe davvero fare delle pause molto lunghe tra una storia e la successiva, visto che al termine di ogni ‘capitoletto’, se così vogliamo chiamarlo, in realtà sono storie, vi sono delle domande e degli esercizi guidati per invogliare le persone a mettere in pratica nella quotidianità lo stile di vita giapponese. Ho molto apprezzato di ogni parola spiegata, sia il risvolto positivo, quanto quello negativo, perché ogni cosa va vissuta nel modo giusto ed anche le pratiche migliori se vissute in modo eccessivo possono ‘intrappolare’, se non se ne riconosce il limite.

Per me che amo scoprire le differenze tra Occidente ed Oriente, che sogno un viaggio in Giappone, che amo mettermi sempre in discussione e chiedermi sempre posso fare qualcosa in più o non posso cambiare gli eventi e devo diventare brava ad accettarli, non si tratta di rassegnazione, ma di Shoganai, Elena ve lo spiegherà benissimo, é stata una rivelazione, se anche voi siete così, allora dovete assolutamente leggerlo!

La bellezza inoltre di queste pagine é data dal fatto che si capisce che Elena non é una scrittrice di professione, si é autopubblicata e lei stessa lo conferma nelle ultime pagine del libro, nei ringraziamenti, ma spesso chi lo fa di professione, non tutti s’intende, nel tempo può perdere la genuinità o l’empatia che Elena ha cercato di trasmettere in ogni parola, perché lo scopo non era vendere, ma raccontare, trasmettere esperienza, emozionare.

Le domande per riflettere le ho trovare davvero utili per pensare ed il libro é infatti ormai un elenco di punti scritti, una sorta di promesse a me stessa o semplicemente risposte date a cuore aperto ad aspetti che non avevo mai messo nero su bianco. Bello, brava Elena!

Di Erica Venditti

Erica Venditti, Classe 1981, giornalista pubblicista dal 2015. Ho conseguito in aprile 2012 il titolo di Dottore di Ricerca in Ricerca Sociale Comparata presso l’Università degli studi di Torino. Sono cofondatrice del sito internet www.pensionipertutti.it sul quale mi occupo quotidianamente di previdenza.