Non é il primo libro di Riccardo Bertoldi che leggo, anzi é uno dei miei autori preferiti, ma questo testo: ‘Tutto inizia quando smetti di aspettare’ ha qualcosa di diverso, parla di rinascita personale, Riccardo non veste i panni di uno scrittore affermato, ripercorre invece, con il lettore, e lo fa in una maniera delicata e puntuale, le sue paure, le incertezze, le prime volte che provava ad affacciarsi al suo sogno, vivere di scrittura, per poi non crederci realmente. La paura del fallimento, il timore di non poter arrivare alla fine del mese, la consapevolezza che in quel che fai non ti riconosci a pieno, che la tua vita scorre, ogni giorno il lavoro ti porta via energia e tempo, ma tu non sei soddisfatto. Poi qualcosa lo porta a riflettere più a fondo su questo infinito procrastinare per paura, il papà si ammala di un brutto male e quando capisce che non si salverà, essendo ancora molto giovane, pronuncia una frase che per Riccardo sarà il leit motiv per la svolta: ‘ Sono ancora giovane, volevo fare tante cose’.

Il papà aveva sempre lavorato sodo, rimandando ogni vezzo, ogni passione proprio perché non si poteva, non era il momento, vi erano responsabilità da rispettare, ma, e qui, il primo insegnamento che emerge chiaro dal testo, la vita non aspetta nessuno, scorre, ed il tempo che abbiamo a disposizione non é infinito. Proprio per questo dovremmo smetterla di temporeggiare, di rinviare, piuttosto, come suggerisce Bertoldi, che ormai vive tra l’Italia e l’Oriente, é meglio fare poco ogni giorno per migliorarsi, piuttosto che arrendersi dall’inizio con la ‘scusa’ perché di questo si tratta, di non essere all’altezza.

Noi Occidentali siamo soliti a volere ‘tutto e subito’ e quando non riusciamo dopo qualche tentativo a vedere i risultati tendiamo a lasciare perdere, non sono capace’, la frase più facile da ripeterci.

Ma se non si prova mai, se non si rischia mai, come si può sapere? In Oriente ci sono bambini che ripetono per 2 ore al giorno la stessa mossa di arti marziali per mesi se non anni, fino a quando imparano, pur essendo negati all’inizio, a farla bene, solo allora passano alla seconda ‘figura’, per noi un atteggiamento di questo tipo sarebbe impensabile , ‘una perdita di tempo. Eppure é proprio il tempo che paradossalmente perdiamo non provandoci nemmeno, così Riccardo racconta le sue prove, i primi due romanzi scritti che hanno venduto meno di 40 copie, la voglia di lasciare perdere, e poi come qualcosa può, se tu ci credi realmente nel tuo sogno, cambiare tutto da un momento all’altro.

Oggi lo scrittore vive del suo lavoro, che ama, ma non é stato facile raggiungere il suo sogno, in questo libro non parla di amore, di desiderio di rinascita dopo una storia finita male, come era accaduto nei libri precedenti, ugualmente meravigliosi e scorrevoli, ma di qualcosa che va oltre, di come sia importante sfidarsi, provarci, credere nei proprio sogni, fare piccoli passi ogni giorno per raggiungere i propri obiettivi. Riccardo si mette a nudo, racconta di sé, un modo probabilmente per ricordarsi da dove é partito ma soprattutto per incoraggiare quanti pur avendo un sogno nel cassetto (un viaggio, un lavoro diverso, scrivere un libro) continuano a rimandarlo un pò per paura ma soprattutto illudendosi di avere tempo, ‘lo farò domani, il prossimo mese, l’anno prossimo‘.

Ma lo abbiamo davvero tutto questo tempo? Fermiamoci a riflette un momento, il testo spesso invita a farlo, siamo contenti di quel che abbiamo oggi rispetto a cinque anni fa? Vorremmo cambiare qualcosa? Come ci immaginiamo tra cinque anni?

I cambiamenti fanno sempre paura, Riccardo lo sa bene, e lo racconta con semplicità, mostrando le difficoltà di ogni momento, economiche, logistiche, ma parla anche di ‘coraggio’, il coraggio di cambiare, di darsi una possibilità. Ed annuncia altresì ai suoi lettori di essere cambiato negli ultimi tempi, e questo libro lo dimostra, é più introspettivo, non racconta una storia di amore nel vero senso della parola, ma più ‘amore’ verso se stessi e anche oggi che é uno scrittore noto ed é riuscito a vivere del suo sogno, ammette di avere dei momenti di down, in cui si chiede se é felice. Insomma ogni percorso può portare dei dubbi e non é ingratitudine per quel che si ha, o si é raggiunto, é più desiderio di onestà con la propria anima, perché una volta che si assapora la pace e la serenità é quella che si persegue a prescindere dai giudizi e dai consigli degli altri.

Un libro semplice e profondo allo stesso tempo, che fa riflettere sul significato della vita e soprattutto sul valore del tempo, un libro adatto a tutti, ma soprattutto a quanti vorrebbero rivoluzionare la propria vita cercando tra le pagine quel coraggio di lasciare le certezze del passato per cercare la propria forma di felicità.

Ho davvero apprezzato questo nuovo approccio alla scrittura di Riccardo e sposo completamente una delle sue frasi nella parti finali del testo: “ Ma come possiamo essere felici se non viviamo sincronizzati al nostro cuore e a nostri desideri? La fedeltà a sé stessi richiede il coraggio di ascoltare quella vocina interna che ci domanda chi vogliamo essere davvero, e non é egoismo ma rispetto per la propria unicità e cura delle proprie radici, é la possibilità di diventare la versione più autentica di sé , anche a costo di essere fraintesi o giudicati”.

Ve lo consiglio! E grazie Riccardo per averci raccontato di te!

Di Erica Venditti

Erica Venditti, Classe 1981, giornalista pubblicista dal 2015. Ho conseguito in aprile 2012 il titolo di Dottore di Ricerca in Ricerca Sociale Comparata presso l’Università degli studi di Torino. Sono cofondatrice del sito internet www.pensionipertutti.it sul quale mi occupo quotidianamente di previdenza.