Giorni fa in un articolo vi avevo anticipato di aver scoperto una pagina social davvero interessante che tratta le differenze principali tra mondo Occidentale ed Orientale, esaltando la cultura del Giappone, essendone particolarmente attratta e desiderando capire molto di più, ho cercato di intervistare l’ideatrice della stessa, Elena, la sua pagina si chiama ‘Elena Giappone‘, non posso far altro che ringraziarla per aver accolto la mia richiesta ed avermi concesso questa intervista in esclusiva. Vi lascio alla lettura della stessa:

Giappone: usi e costumi, pregi e difetti

Ultimenews.info: Ho scoperto la tua pagina “Elena Giappone” per caso e l’ho trovata davvero ben fatta, è un pò come consentire alle persone attraverso le tue parole di viaggiare tra usi e costumi del Giappone, la cosa che più amo è il tuo mettere a confronto il mondo occidentale con quello orientale, che spesso mi fa molto riflettere. Cosa ti ha spinto ad aprire questa pagina e da dove nasce la tua passione per il Giappone?

Elena: “Grazie, mi fa piacere che sia proprio il confronto tra i due mondi la cosa che ti è rimasta, perché tutto è nato da lì. Avevo tredici anni quando mia cugina mi ha messo in mano il mio primo manga, One Piece: la storia di un giovane pirata che parte per il mare alla ricerca di un famoso tesoro… ma che alla fine, a prescindere dal tesoro, ama le avventure, le sfide e i legami che incontra lungo questa traversata. 

Amo One Piece, credo sia un emblema di come bisognerebbe vivere: godendosi ogni cosa, bella o brutta che sia… inseguendo un sogno per poi scoprire che il percorso è il vero tesoro. Ricordo la confusione di leggere al contrario, da destra a sinistra, come se stessi imparando una lingua segreta.

Il Giappone è entrato nella mia vita in punta di piedi attraverso quelle vignette, e non se n’è più andato. Sono seguiti anni di studio, di sogni coltivati in silenzio, di viaggi risparmiati centesimo dopo centesimo: il mio primo viaggio in Giappone, ormai quasi dieci anni fa, è stato come tornare a casa in un posto dove non ero mai stata.

La pagina è arrivata solo negli ultimi anni, quasi da sé: ho iniziato condividendo la parte pratica, come si organizza un viaggio… e poco alla volta mi sono aperta a raccontare quello che avevo imparato da questo bellissimo mondo, sul tempo, sugli errori, sul silenzio. E mi sono accorta che quello sguardo faceva bene anche a chi in Giappone non era mai stato. Da allora il mio lavoro è costruire ponti tra due mondi che sembrano lontanissimi, ma che hanno tantissimo da dirsi… E, per chi vuole scoprire questo mondo da più vicino, aiutare anche a organizzare il proprio viaggio.

Ultimenews.info: Mi pare di aver capito che ormai ti sei trasferita in Giappone, cosa ti ha portato a vivere lì? E’ una scelta temporanea o pensi che trascorrerai il resto della tua vita in Giappone? 

Elena: Più che trasferita, direi che da anni vivo tra i due mondi. Il bello del mio lavoro è che è nato digitale: per scrivere e per aiutare le persone a costruire il proprio viaggio mi bastano un telefono e un computer, e questo mi permette di passare lunghi periodi in Giappone senza dover scegliere una volta per tutte.

In questo devo dire grazie anche a chi ci è arrivato prima di me… leggere Gianluca Gotto, per esempio, mi ha aperto gli occhi sul fatto che si può costruire una vita così, senza chiedere il permesso. Se passerò il resto della vita in Giappone sinceramente non lo so. Mi piace pensare che continuerò a vivere a cavallo tra questi due mondi, perché è esattamente il posto da cui scrivo: abbastanza dentro il Giappone da capirlo, abbastanza italiana da saperlo raccontare a chi legge. Una cosa però è certa, sarà il Giappone a non andarsene mai da me

Ultimenews.info: Se dovessi scegliere 3 aggettivi positivi e tre negativi per descrivere il Giappone quali utilizzeresti e perché ? 

Elena: ” Tre positivi: gentile, perché la gentilezza lì è una forma di rispetto quotidiano, non un’eccezione.

Attento, perché ogni gesto, anche minimo, viene fatto con cura, dal pacchetto regalo al modo di porgere un biglietto da visita.

Essenziale, perché sanno togliere invece di aggiungere, e in quel vuoto trovi una calma che da noi si è un po’ persa.

Tre negativi: esigente, perché la stessa cultura della perfezione può diventare una pressione enorme, soprattutto sul lavoro.

Rigido, e permettimi di raccontarti un piccolo spaccato del mio lavoro: lavorando con i giapponesi per i viaggi ho imparato che una scadenza data è sacra, le risposte arrivano puntuali al giorno promesso... ma se poi chiedi di cambiare qualcosa all’ultimo momento scopri che la regola resta la regola, e la flessibilità a cui siamo abituati noi lì semplicemente non esiste.

Trattenuto, perché le emozioni si mostrano poco, e chi soffre rischia di farlo in silenzio.

Però devo dirlo… sono due facce della stessa medaglia: le cose che amo del Giappone e quelle che mi fanno male vengono dalla stessa radice“.

kintsugi, l’arte di riparare la ceramica rotta con l’oro, quale metafora con la vita?

Ultimenews.info: Ho acquistato il tuo libro in cui ricordi come in Giappone si cerchi di non cancellare gli errori, metafora del vaso rotto aggiustato con la colata d’oro, ma anzi di dargli la giusta luce perché anche questi possono portarci a tirare fuori in meglio di noi, ci spieghi meglio questa filosofia di vita?

Elena: “È il kintsugi, l’arte di riparare la ceramica rotta con l’oro. Quando un vaso si rompe, invece di nascondere le crepe o buttarlo via, le si riempie d’oro: il vaso riparato vale più di quello intatto, perché porta con sé la sua storia.

A me questa immagine ha cambiato il modo di guardare le ferite, in primis le mie. Noi cresciamo con l’idea di dover cancellare gli errori e le rotture, di tornare “come prima”. Il kintsugi dice una cosa più onesta: come prima non si torna, e va bene così. Quello che ti ha rotto diventa parte di te, e se lo tratti con cura può diventare il punto più prezioso. Il libro l’ho scritto per questo, per chi si sente in colpa delle proprie crepe… volevo dirgli che sono fatte per l’oro. Credo che oggi più che mai questo messaggio sia importante”

Ultimenews.info: Spesso però quando sentiamo parlare del Giappone sappiamo anche di un popolo estremamente organizzato ed avanti, anche a livello tecnologico, rispetto a noi, ma talvolta frenetico, caotico, come si sposa questa frenesia quotidiana con la pace e le usanze di cui parli tu nei tuoi post, non sembra i due aspetti vadano in contrasto?

Elena: “Hai ragione, sembrano in contrasto, e la prima volta che vedi Tokyo nell’ora di punta te lo chiedi davvero.

Poi capisci che i giapponesi non scelgono tra le due cose: costruiscono piccole isole di pace dentro la frenesia. Tra due grattacieli trovi un santuario minuscolo dove qualcuno si ferma trenta secondi in silenzio prima di andare in ufficio. Nel treno più affollato del mondo nessuno urla. La cerimonia del tè dura ore in un paese dove il pranzo si consuma in dieci minuti.

Dopo tanti anni ho capito che per loro la pace non dipende da un mondo lento, che ormai non esiste più da nessuna parte… bensì si difende a piccoli riti, ogni giorno, anche in mezzo al caos. Ed è forse la lezione più utile da portare qui da noi, dove di frenesia ne abbiamo altrettanta ma abbiamo smesso di difendercene

Di Erica Venditti

Erica Venditti, Classe 1981, giornalista pubblicista dal 2015. Ho conseguito in aprile 2012 il titolo di Dottore di Ricerca in Ricerca Sociale Comparata presso l’Università degli studi di Torino. Sono cofondatrice del sito internet www.pensionipertutti.it sul quale mi occupo quotidianamente di previdenza.