Riapertura Scuole superiori e Covid: cosa accadrà in Emilia, Campania e Lombardia?

In Emilia Romagna la frequenza delle scuole superiori resterà al 50% almeno per un’altra settimana. La Regione, d’accordo con l’Ufficio scolastico regionale e la Prefettura, visto il contesto sanitario, avrebbe deciso intanto di lasciare la presenza negli istituti superiori al minino stabilito dal Dpcm. Per poi salire al 75% non da lunedì, contrariamente a quanto annunciato dall’Ufficio scolastico regionale nei giorni scorsi, ma fra una, due o più settimane: saranno i dati epidemiologici venerdì a dettare la linea del futuro prossimo. Ma pare che di fretta di arrivare al 75% non ce ne sia in questo momento così delicato e l’Ufficio scolastico regionale potrebbe fare una circolare ai presidi per informarli della decisione.

Ritorno a scuola 2021 per superiori: caos Emilia Romagna

Proprio per questa incertezza sul fronte scuola, il presidente della Regione Stefano Bonaccini l’altra notte ha convocato urgentemente il ministro alla Salute Roberto Speranza e quello alle Autonomie regionali Francesco Boccia alla Conferenza Stato-Regioni in programma domani per chiedere chiarezza da parte del governo e, soprattutto, un provvedimento che uniformi i comportamenti delle Regioni che in questo momento stanno andando in ordine sparso. Bonaccini, che guida la Conferenza delle Regioni, vuole che Roma dica una volta per tutte come si devono muovere i territori. In viale Aldo Moro la pazienza per le posizioni contraddittorie di Comitato tecnico scientifico e Istituto superiore della Sanità pare sia finita, ma del resto Bonaccini questo non l’ha nascosto nei giorni scorsi.

Intanto però la Regione sta già guardando avanti e sta pensando di investire nei prossimi mesi una cifra importante (che potrebbe aggirarsi sui 4 milioni di euro) per «prolungare» la scuola oltre la metà di giugno, proprio come invocato ieri su questo giornale dalla sottosegretaria alla Salute Sandra Zampa che chiedeva di estendere lezioni e momenti in presenza per i ragazzi delle superiori.

«Ci stiamo lavorando — conferma l’assessora regionale alla Scuola, Paola Salomoni —, c’è una complessità ovviamente che va affrontata, è un lavoro che ha molti attori in campo». Perché ci sono i presidi, gli alunni, i docenti che eventualmente vorranno aderire e tutti quelli che ruotano attorno alla scuola. Non c’è nulla di definito ancora, ma i primi contatti ci sono già stati: «C’è un colloquio in corso con l’Ufficio scolastico regionale e con i presidi per capire quali sono le possibili azioni da intraprendere, quali sono gli obiettivi didattici e psicologici, misurarli e poi trovare un modo per attivarsi. È un processo in corso, ci siamo dentro in questo momento». Se poi arrivasse anche il governo con una sua proposta «tanto meglio». Ma intanto la Regione non aspetta: «Bisognerà essere rapidi, se servono azioni per l’inizio dell’estate», dice Salomoni.

Riapertura Scuole e Covid, le date per Lombardia, Campania e le altre regioni

Emilia Romagna: fino al 24 gennaio, rimarranno aperte – in presenza- materne, elementari e medie, mentre alle superiori le lezioni proseguono al 100% con la didattica a distanza.

Friuli Venezia Giulia: il governatore Massimiliano Fedriga ha firmato un’ordinanza che prevede il rinvio dell’apertura delle scuole superiori successivamente al 31 gennaio.

Lombardia: dal 7 gennaio rientrano a scuola infanzia e primo ciclo. In vigore l’Ordinanza regionale n. 676 dell’8 gennaio che prevede dall’11 al 24 gennaio 2021 il ricorso alla didattica a distanza al 100% per le scuole secondarie di secondo grado e le istituzioni formative professionali secondarie di secondo grado (IeFP).

Veneto: dal 7 al 31 gennaio dad per le superiori, pubblicata l’ordinanza del governatore Luca Zaia.

Sicilia:  Sospese le attività didattiche in presenza per gli istituti scolastici superiori della Sicilia fino al 30 gennaio, stesso provvedimento valido, invece, dall’11 al 16 gennaio per le scuole primarie e secondarie di primo grado. 

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