Riceviamo dal Dott. Perfetto e volentieri pubblichiamo ringraziandolo per il prezioso contributo:
L’avvento dell’intelligenza artificiale e dell’automazione robotica sta trasformando le moderne nazioni digitalizzate in complessi ecosistemi di dati, definibili come “Nazioni-CED”. In questo contesto l’Economia Informatica propone un cambio di paradigma: il passaggio da una scienza basata su modelli teorici a una disciplina sperimentale che utilizza il Centro di Elaborazione Dati come laboratorio reale per testare le dinamiche macroeconomiche.
L’articolo illustra come le metodologie informatiche di Capacity Planning e Performance Management rappresentino gli equivalenti funzionali, rispettivamente, della Politica Monetaria e della Politica Fiscale, offrendo strumenti precisi per gestire la “moneta digitale” (Service Unit) e garantire il potere d’acquisto (Service Rate).
Attraverso questa lente la disoccupazione tecnologica viene riletta non come una fatalità, ma come un errore di configurazione sistemica. Viene infine presentata la proposta di una moneta digitale nazionale di servizio, emessa su base patrimoniale, come volano per la stabilità e la piena occupazione. Il risultato è una nuova governance scientifica, capace di governare la complessità della transizione digitale con la precisione di un sistema operativo.
L’Economia nel laboratorio reale: oltre il dogma della “scienza triste”
Per decenni l’economia è stata definita la “scienza triste”, dominata da teorie eleganti, ma spesso impossibili da verificare prima che i loro effetti si abbattano sulla società. Mentre un fisico può testare le sue ipotesi in un acceleratore di particelle, l’economista ha dovuto accontentarsi di modelli statistici basati sul passato. Ma il laboratorio per testare le economie di domani esiste già: è il sistema digitale. Ogni volta che un’intelligenza artificiale intermedia una nostra scelta o un robot automatizza un processo alimentiamo un’entità che somiglia sempre più a un gigantesco Centro di Elaborazione Dati (CED). In questa “Nazione-CED” l’Economia Informatica permette all’economista di “indossare il camice” e scendere nella sala macchine della società dove la moneta non è più un’astrazione, ma un’unità di servizio misurabile.
Il CED come emulatore macroeconomico: la “sala macchine” della società
In un moderno CED le risorse (potenza di calcolo, memoria, banda) sono scarse, esattamente come le materie prime in una nazione. Gli utenti rappresentano la domanda e la forza lavoro, mentre i computer rappresentano l’offerta e le imprese. A differenza di una nazione fisica, nel CED ogni interazione è tracciabile e riproducibile. Possiamo osservare la saturazione del mercato attraverso il rallentamento del sistema o la “piena occupazione” quando ogni processore contribuisce alla produzione senza andare in crash. Gestire un CED significa governare un’economia digitale pura, dove le leggi della domanda e dell’offerta sono scritte nel codice (programmi/transazioni) e i risultati delle politiche economiche sono visibili in tempo reale.
Battere moneta digitale: Politica Monetaria e Fiscale tra i bit
Nella Nazione-CED la gestione è affidata a due pilastri tecnici: il Capacity Planning e il Performance Management:
- Il Capacity Planning (Politica Monetaria): si determina la quantità di Service Unit (moneta digitale) necessaria per coprire carichi di lavoro. Un errore di pianificazione porta a una svalutazione del Service Rate (potere d’acquisto): il sistema rallenta e l’utente non ottiene il servizio a cui ha diritto.
- Il Performance Management (Politica Fiscale): si decide come distribuire le risorse. Attraverso algoritmi di priorità si garantisce che il sistema non resti ozioso (recessione) e che nessun utente monopolizzi le risorse (disuguaglianza), puntando alla piena occupazione digitale.
La metodologia di Capacity Planning è orientata a garantire che vengano onorati gli obiettivi di Servizio, ovvero che i tempi di risposta siano al di sotto della soglia prefissata dal management del CED. Ciò viene garantito mediante l’erogazione di Service Unit (MSU – moneta digitale) sufficienti a salvaguardare il “potere di acquisto” (Service Rate), evitando la formazione di domanda latente che farebbe allungare i tempi di risposta (Capacity Planning = Politica Monetaria).

La metodologia di Performance Management è orientata a garantire che vengano soddisfatti gli obiettivi di Produzione, ovvero che la quantità di transazioni richieste dagli utenti venga eseguita nei tempi prefissati. Ciò viene ottenuto distribuendo le risorse (Service Unit) tra gli utenti in maniera ottimale al fine di raggiungere la “piena occupazione” (di risorse e di utenti) compatibile con la salvaguardia del “potere di acquisto” (Service Rate) (Performance Management = Politica Fiscale).


Robotica e IA: dalla minaccia alla “manutenzione” del valore
L’automazione non è un nemico, ma un aumento della potenza di calcolo della società. Il problema risiede nel disallineamento tra produzione automatizzata e redistribuzione del valore. Se l’IA produce ricchezza ma non alimenta il Service Rate (potere di acquisto) dei cittadini il sistema entra in stallo. L’Economia Informatica suggerisce di considerare l’automazione come un bene pubblico: il surplus generato dalle macchine deve essere ricalibrato per finanziare la “manutenzione” del sistema sociale e spostare l’occupazione umana verso attività a più alto valore relazionale e creativo.
Una moneta di servizio per la Nazione-CED: il “Service-Euro” italiano
Per rendere operativa questa visione è necessario un vettore di valore non soggetto a speculazioni esterne: una moneta digitale nazionale emessa dalla Cassa Depositi e Prestiti e ancorata al patrimonio dello Stato. Questa non sostituirebbe l’Euro, ma agirebbe come una Service Unit interna per il pagamento di tasse e servizi pubblici. Tale “sistema operativo monetario” permetterebbe alla Italia-CED di finanziare la propria manutenzione e l’occupazione interna, garantendo stabilità anche in presenza di shock finanziari internazionali.
Conclusione: Verso una governance scientifica della complessità
Non possiamo governare nazioni diventate sistemi digitali complessi con strumenti del secolo scorso. Il passaggio all’Economia Informatica segna il confine tra l’intuizione e la sperimentazione scientifica. Abbiamo oggi gli strumenti tecnici per progettare una società capace di assorbire l’urto della IA e volgerlo a favore del benessere comune. La sfida non è la sostituzione dell’uomo con la macchina, ma la nostra volontà di gestire l’economia con la precisione, la trasparenza e la responsabilità con cui governiamo i nostri sistemi informatici più avanzati .
Di Claudio Maria Perfetto, esperto di sistemi informatici e di modellistica economica

