La Riforma dello Sport (d.lgs. n.36/2021 e s.m.i.) è entrata in vigore dal 1° luglio 2023, una riforma ‘apparentemente ’ voluta dal mondo dello Sport , con la finalità di tutelare chi vi lavora al suo interno, ma che ora sta creando malumore, apprensione, difficoltà di comprensione, una riforma appena uscita a cui già si richiedono modifiche e correttivi. A tal riguardo abbiamo chiesto lumi a Gerardo Ruberto, direttore generale GimFIVE, nonché Presidente della federazione sindacale Sportitalia, al fine di poter comprendere qualcosa in più da chi è ‘del mestiere’ e non si fa spaventare da tecnicismi ai più incomprensibili. Lo ringraziamo fin da subito per il tempo dedicatoci e per averci concesso questa intervista che partendo da dichiarazioni contrastanti vuole fare emergere qualcosa in più da chi il ‘settore’ lo vive in prima persona quotidianamente:

Ultimenews.info: Gerardo riportiamo qui due dichiarazioni relativamente alla riforma dello sport, in vigore dal 1 luglio, ed ‘apparentemente’ tanto attesa dal mondo sportivo. Vorrei mi dicesse su quale delle due si trova maggiormente in linea, visto che paiono leggere la Riforma da due angolazioni differenti, a suo avviso si tratta di un momento fondamentale che riconosce dignità ai lavoratori sportivi, come sostiene il Ministro dello Sport, oppure come sostiene Pizzorno, paradossalmente, nonostante le lungaggini per arrivarci, si è fatto tutto troppo di corsa e sarebbe stato meglio attendere ancora perché ci sono troppi tratti nebulosi?

  • Il ministro dello Sport, Andrea Abodi, ai microfoni di Sky afferma “La riforma dello Sport è un momento fondamentale. Si riconosce dignità a chi lavora in ambito dello sport soprattutto nel dilettantismo. Sarà una riforma a rilascio progressivo che interesserà tutto quel mondo dilettantistico che è alla base del movimento sportivo che vive in gran parte di volontariato“, per poi aggiungere:  “L’ingresso dello sport nella Costituzione ha un  significato non solo simbolico perché la Costituzione ha un valore quotidiano ed è da sempre la bussola dei nostri comportamenti – sottolinea il ministro – Il modo in cui siamo italiani passa dalla conoscenza della Costituzione, l’articolo 33 riconoscerà “il valore sociale, educativo e di promozione del benessere psicofisico dello sport”.
  • Mentre dalla sua il Delegato del Coni Savona Roberto Pizzorno, che ai canali di SvSport ha rilasciato un’intervista ove non solo mostra le sue perplessità ma annuncia, anticipandolo, che il 15 luglio dovrebbero esserci ulteriori modifiche: “Diciamo che c’è tanta confusione attorno a questa riforma che giorno dopo giorno continua a cambiare. Dal 15 luglio sembra che verranno fatte ulteriori modiche con il Ministro Abodi che ha rassicurato le società sportive di stare tranquille perché non interverrà, ma so che commercialisti e consulenti del lavoro stanno prendendo contatti con il Ministero, senza però ricevere risposte. Il mio pensiero personale è che era giusto fare la Riforma dello Sport ma che allo stesso tempo avevamo ancora del tempo. Abbiamo aspettato trent’anni si poteva aspettare tranquillamente altri sei mesi”.

Gerardo Ruberto:Come sempre in Italia la confusione vige in tutte le sue forme. Devo dire che messe insieme oltre a fare un effetto quasi del tutto contrapposte se approfondiamo le affermazioni , non sono poi così distanti …è una questione di tempo … devo dire di sentirmi più stupito dal ministro Abodi che seppur dichiara concetti di dignità non si rende conto della confusione che regna sia a livello ministeriale che nel mondo delle società sportive ed associazioni. Realtà che a loro volta si affannano nel cercare la giusta strada interrogando i loro professionisti che dalla loro confusi interrogano il ministero che é reticente nel dare risposte ( scusate il gioco con le parole) . Mentre il delegato del Coni, forse, ha compreso  ( vista la loro esperienza con le società ed associazioni ) la reale difficoltà di mettere in pratica una riforma che non è così semplice come é stata presentata.

Riforma dello Sport, croce o delizia per professionisti e associazioni? L’intervista a Gerardo Ruberto

Ultimenews.info:La Riforma dello Sport (d.lgs. n.36/2021 e s.m.i.) doveva entrare in vigore il 1° Gennaio, ma è stata rinviata al 1° luglio 2023 con il Decreto Milleproroghe. I compensi sportivi dilettantistici, così come li abbiamo conosciuti sino ad oggi, non esisteranno più e come effetto tutte le ASD e SSD dovranno adeguarsi alle nuove disposizioni per non rischiare di essere cancellate dal RAS e perdere, di conseguenza, molte delle agevolazioni legate allo status di ente sportivo dilettantistico. A suo avviso si é pronti a tale ‘cambiamento’?

Gerardo Ruberto: La Riforma dello Sport risulta essere semplice nella definizione molto più complicata nell’applicazione, visti anche i cambiamenti che le società sportive dovranno mettere in atto. Sono certo che molte società ed associazioni sportive dovranno mettere mano al proprio statuto. Tuttavia ciò che rende difficoltoso  questa riforma dello sport è la moltitudine di argomenti trattati che genera confusione anche nei professionisti, avvocati e commercialisti. Ciò che rallenta il cambiamento sono le attività che le imprese devono fare per aggiornare i vecchi statuti non più adeguati ai cambiamenti apportati dalla riforma, inoltre bisogna segnalare gli adeguamenti riferiti al  rapporto di collaborazione tra società e collaboratori. Solo per fare un esempio: la nuova Riforma prevede massimo 24 ore settimanali  per ogni singolo collaboratore, mentre la vecchia riforma non prevedeva nessuna quantità di ore di collaborazione. Inoltre  le società dovranno predisporre contratti di collaborazione che possono variare dal lavoro subordinato all’apprendistato per finire con il contratto cococo.  Oltre al tempo per predisporre i documenti mette i presidenti di società e di associazioni sportive nella situazioni di valutare la nuova struttura organizzativa per contenere i costi e garantire continuità.

Come sempre succede in Italia si predispongono delle leggi o riforme per molti aspetti efficaci ma con tante sfaccettature che le rendono confusionarie, la burocrazia  e le carte bollate costringeranno moltissime società ed associazioni a rivolgersi a studi di avvocati  e commercialisti per ottenere  chiarezza sulle azioni quotidiane da compiere e  per non incorrere in futuri accertamenti capestri.

Ultimenews.info:Può spiegarci in ‘soldoni’ in modo semplice cosa cambierà con la Riforma dello sport rispetto a prima e può indicarci 2 pregi e due difetti della stessa, che a ‘caldo’, le vengono in mente?

Gerardo Ruberto: “È difficile rispondere in modo semplice alla domanda, tuttavia, posso dire relativamente alla differenza tra la vecchia riforma ( circa 30 anni ) e la nuova in vigore dal 1 luglio 2023 che la precedente riforma dopo anni di aggiustamenti era stata compresa sia dalle società che dagli enti istituzionali, cosa non da poco. La nuova Riforma ha lo scopo di dare ordine alle figure che collaboreranno con le società ed associazioni sportive, rendendo la collaborazione con le palestre  un’attività come tante altre nel mercato del lavoro.

Il difetto di questa riforma ( seppur elaborata in tanto tempo) è proprio la confusione interpretativa , credo che vedremo a breve e medio tempo continue modifiche per aggiustare ciò che non funzionerà. Il mio augurio che il Governo ponga le basi per garantire massima chiarezza al fine di far applicare la Riforma al meglio delle possibilità. Di conseguenza non credo che la riforma varata a luglio 23 possa rendere più semplice l’attività delle società e associazioni sportive.  La speranza  è che nel tempo la riforma venga resa più chiara , come si sente dire dagli esperti nel lungo termine potrebbe essere una buona riforma. 

La parte positiva della riforma riguarda, dal mio punto di vista, la maggior tutela dei collaboratori delle società ed associazioni sportive, che non sono stati mai visti come persone che operano come tantissime altre categorie. La nuova riforma propone contratti che possano garantire ai collaboratori una maggior presa in considerazione  ad esempio da parte di banche ( mutui) e affitti di case. 

Infine il mio augurio è  che ci sia chiarezza per tutti e che si possa operare con serenità e non con confusione“.

Di Erica Venditti

Erica Venditti, Classe 1981, giornalista pubblicista dal 2015. Ho conseguito in aprile 2012 il titolo di Dottore di Ricerca in Ricerca Sociale Comparata presso l’Università degli studi di Torino. Sono cofondatrice del sito internet www.pensionipertutti.it sul quale mi occupo quotidianamente di previdenza.