Scatta il caro vacanza, ma non solo: gli effetti covid sui consumatori

Proseguono le segnalazioni sui rincari da parte del Codacons, dal semplice caffé, al kit usa e getta venduto da estetisti e parucchieri alla modica cifra, si fa per dire, di 10 euro, oltre le tariffe standard per poter accedere ai trattamenti. Insomma il Covid 19 sta facendo registrare i primi effetti post lockdown che, com’era prevedibile, peseranno soprattutto sulle tasche dei consumatori. Così però il rischio é di far ‘scappare’ ulteriormente i clienti, specie quelli già titubanti sul tornare in negozio o nell’andare al bar e/o in vacanza. Già perché i rincari maggiori pare che si troveranno soprattutto in vacanza.

Gli stessi addetti al settore non negano la situazione sia veritiera, anche se cercano di moderare la discussione, ad esempio Antonio Capacchione, Presidente del Sindacato Balneari, conferma, che un aumento ci sarà per forza, soprattutto nelle strutture più piccole, in alcune aree, come in Salento o in Liguria dove le spiagge non sono infinite, la riduzione di lavoro, per garantire gli spazi di distanzimaneto sociale, sarà anche pri al 50%, é inevitabile che per soppravvivere tali strutture aumenteranno i loro prezzi. Vediamo le sue parole.

Rincari sulle vacanze: amara sopresa per chi andrà in vacanza

Così Antonio Capacchione: ” Noi calcoliamo che solo il 20 per ceto degli italiani andrà in vacanza e non sappiamo ancora quanti stranieri arriveranno. E cosa succederà? Le strutture che godono di ampi spazi, come quelle venete e romagnole, pur avendo i costi di sanificazione, potranno permettersi di non ritoccare le tariffe. Mentre là dove le spiagge non sono molto profonde, in Salento, Liguria, sulla costa tirrenica, le postazioni si ridurranno del 50%, e per forza ci saranno aumenti. Ma contenuti al 10 per cento ritengo: non ci si può permette di perdere la clientela”, come riporta ‘La Repubblica’.

A difesa degli esercenti , la Fipe, pubblici esercizi, afferma: “La sfida é riportare i clienti nei locali” e non ci sono aumenti così generalizzati. Eppure le prime stime, secondo i dati elaborati dal Codacons, parlano chiaro, la riapertura sarà all’insegna dell’aumento ed in tutti i settori: una vacanza di 10 gg potrebbe arrivare a costare addirittura un 20% in più. Purtroppo sanificare e distanziare ha certamente un costo, inoltre molti turisti non arriveranno, é allora il rischio c’é ed é concreto, dice il Codacons una parte degli esercenti potrebbe essere fortemente tentata di rifarsi sulla clientela per recuperare le spese sostenute per rispettare le regole sanitarie e il giro d’affari perduto”.

Prime tendeze, boom case affitto

Per il sito Casa.it si segnalano già delle differenze nei compportamenti dei villeggianti, che anziché cercare soluzioni in albergo , quest’anno, a lockdown finito, starebbero cercando soluzioni in casa, sono aumentate e di molto le richieste di case in affitto, una sorta di sicurezza aggiuntiva in queste vacanza ‘particolari’.

Luca Dondi, analista di Nomisma, conferma tale tendenza: “Il turista che si rivolgeva di preferenza a mete straniere e quast’anno rimane in Italia opta per la soluzione abitativa rispetto all’albergo per una maggiore sensazione di salvaguardia”. Poi aggiunge: “E’ prematuro dire che si tradurrà in un aumento di prezzi. E’ più probabile che avvenga per la fascia alta, che può permettersi dotazioni superiori alla media, per esempio con piscina”.

Insomma il lockdown é terminato da poco e già i primi effetti negativi sulle tasche dei consumatori iniziano a farsi sentire. Voi avete qualche testimonianza da rilasciarci in tal senso? fatelo nell’apposita sezione commenti del sito.

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