Tassa Covid sullo scontrino, cos’é e a quanto ammonta?

E’ partita da poco la Fase 2 e già tra consumatori ed esercenti é montata la polemica. I primi accusano i secondi di aver alzato in modo ingiustificato i prezzi e di aver fatto ricadere su di loro i profitti azzerati dei mesi precedenti determinati dal Lockdown e le spese di sanificazione, i secondi dicono che i ritocchi al rialzo sono stati determinati da eccessive spese e da rincari che loro stessi hanno subito alla fonte. Dove sta la verità e soprattutto a quanto ammontano tali rincari?

Spunta la tassa covid: monta la rabbia dei consumatori

Esercizi di ristorazione, parrucchieri e centri estetici non intendono passare per sanguisughe dopo aver dovuto tenere abbassata la serracinesca per 69 giorni e in molti casi non aver ancora ricevuto i bonus annunciati dallo Stato. Le associazioni di categoria non ci stanno e attaccano ‘inutile e dannoso generalizzare’ . Poi specificano tanti sono ancora al 15% del loro solito fatturato, molti hanno aperto solo per fornire un servizio alla propria clientela, l’obiettivo, in un momento tanto delicato non é certo alzare i prezzi, ma far ripartire i consumi e dunque accuse generalizzate, dicono, affossano ulteriormente i settori già in crisi.

Eppure la Codacons ha intenzione di andare per vie legali, molte le email arrivate e soprattutto ci sono le prove, si tratta di scontrini che presentano la voce, come se fosse normale inserirla, tassa/contributo Covid. Si tratterebbe, riportano i clienti che hanno fatto la domanda diretta basiti dalla voce, di un contributo richiesto dagli esercenti per poter sopperire alle eccessive spese post Covid 19.

Codacons: fermare subito questo far west illegale

Il codacons ha fatto presente che si potrebbe anche configurare il reato di truffa ed ha annunciato ‘una denuncia alla Guardia di Finanza e All’Antitrust, fornendo tutte le segnalazioni al riguardo ,affinché si avviino le dovute indagini sul territorio”.

Ma per le associazioni di categoria ” non si tratta di un fenomeno diffuso come si vuole far credere’ L’Unione Artigiani di Mialno e Monza Brianza hanno asserito: “E’ puro ingiustificato accanimento invocare l’intervento della guardia di finanza verso categorie provate da mesi di chiusura forzata senza aiuti di Stato”.

Voi cosa ne pensate? Potreste tollerare nello scontrino un avoce indicante la ‘Tassa covid’? Fatecelo sapere nell’apposita sezione commenti del sito.

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