Mirko Todaro, proprietario della Pasticceria Batoni a Firenze, sostiene che oggi il suo punto di forza sia il team che lo accompagna, ha iniziato post Covid nel 2021 con una piccola realtà, poi dopo 4/5 mesi si è reso conto che l’attività stava andando molto bene ed ha subito pensato di ingrandirsi ed aprire altri locali. In passato, coltivando la sua passione per l’arte dolciaria, ha lavorato per molti anni come dipendente di un bar, solo post Covid con determinazione e tanta voglia di fare ha deciso di provare a realizzare il suo sogno passando da barista ad imprenditore.
Ora è arrivato ad avere 15 dipendenti, alcuni sono davvero collaboratori fidati, il punto di forza del successo della pasticceria è proprio quello di motivare i suoi ragazzi affinché sappiano che si può partire da una posizione di ‘apprendista’, lavapiatti, per poi arrivare a dirigere una sala, più si può delegare meglio è, anche perché oggi per Mirko è importante dedicare del tempo di qualità alla sua famiglia, ha 2 figli, e a dedicarsi più al marketing ed alla gestione, perché anche solo andare in altri posti, in altre pasticcerie serve moltissimo per ‘rubare’ con gli occhi dai più bravi.
Mirko è molto attento ai dettagli, agli ingredienti, lo scopo è migliorare sempre, ora ha introdotto un mini bombolone caramellato, per chi volesse provarlo può raggiungere la sua pasticceria la domenica, perché per ora questa novità i golosi potranno assaporarla solo in quel giorno. Lo scopo della sua attività è quello di crescere anche nei numeri, si dice soddisfatto dei risultati raggiunti fino ad oggi.
Ritiene che sia essenziale, e lui lo ha imparato a sue spese, non solo saper fare bene la parte pratica, cappuccini e caffè, per fare un esempio concreto, ma diventare un imprenditore, ossia capire quando è il momento di formarsi, fare dei corsi, capire dove si può crescere, per sapere motivare sempre più i dipendenti, e soprattutto fidarsi a tal punto da poter delegare il più possibile per sapere gestire da fuori la squadra, esattamente come fa un mister. Un imprenditore deve imparare a guardare oggettivamente anche i numeri, saper fare un bilancio e saper anche prendere la decisione, se è necessario, di chiudere un locale, a lui è capitato, laddove si ha l’impressione che non funzioni come dovrebbe. Anche a chiudere dice Mirko, serve coraggio.
Mi ha colpito particolarmente una frase che ha detto, parlando dei propri dipendenti: “Spesso i numeri 1 sono nell’azienda stessa, basta trovarli” come e dire che sta anche al titolare fare emergere le caratteristiche di ognuno e valorizzarle affinché quel talento emerga. Se uno tratta bene, e per bene s’intende motiva, valorizza, forma i propri dipendenti, questi da semplici lavoratori possono diventare collaboratori di fiducia che hanno tutto l’interesse di spingere affinché l’azienda stessa migliori, perché loro stessi sono parte e fruitori di quel successo.
La mentalità aperta e l’atteggiamento propositivo e solare mi è piaciuto moltissimo e soprattutto ho davvero apprezzato l’idea di investire nei talenti dei propri dipendenti. D’altronde se ci pensiamo le aziende che puntano sul proprio team, dividendo i proventi dei profitti, si pensi alla Ferrero, solo per fare un esempio noto a tutti, sono quelle che hanno risultati migliori. Ad Maiora Mirko!
Per chi si fosse perso l’intervista, può visionarla qui:
