Dopo l’ennesimo femminicidio di Giulia Cecchettin che ha smosso le coscienze ed ha riaperto il dibattito sulla violenza di genere e sulla necessità di educare i giovani alla sana affettività, è intervenuto anche Giovanni Gravili, Presidente Associazione I Nodi d’Amore, che da sempre al sostegno dei più fragili, ha pensato soprattutto ai figli delle vittime di uxoricidio, e sostiene serva una svolta in più campi ed anche a livello normativo.

Bene l’accelerazione del progetto sulla violenza di genere ed in particolare all’educazione alle relazioni, dice Gravili,  promossa da Giuseppe Valdatara, Ministro dell’istruzione e del Merito, ma siamo lontani dal focus:

“E’ assolutamente inaccettabile pensare che soggetti non competenti  senza alcuna preparazione professionale possano accedere nelle scuole e avere la presunzione di insegnare a giovani ragazzi l’affettività, l’educazione al rispetto e l’educazione al valore. Nelle scuole necessitano presenze professionali quali psicologi, avvocati, medici e soprattutto persone che possano portare la loro testimonianza in qualità di superstiti di storie orribili di atti di violenza perpetrati da persone che dicevano di amarle.

A tal proposito mi permetto di segnalare la grande importanza che potrebbe avere in tale contesto l’intervento della magistratura al fine di far comprendere ai giovani studenti la conoscenza dei propri diritti in quanto cittadini e in quanto potenziali vittime di reati.

Non solo. Tale figura potrà promuovere la conoscenza dei confini tra il lecito e l’illecito nei comportamenti della vita quotidiana educando così al rispetto e al valore le nuove generazioni, incoraggiando una continua interlocuzione con gli studenti sollecitando le loro opinioni e le loro aspettative”

Inoltre abbiamo una legge che non tutela a sufficienza i figli delle vittime di uxoricidio, sebbene per fortuna esista, la legge 11 gennaio 2018, n. 4, e le successive integrazioni, che tutelano gli orfani a causa di crimini domestici, va ampliata e migliorata ed insieme all’Avvocato Emanuela Bellante abbiamo intenzione di agire in tal senso, affinché i ragazzi già vittime di un dramma famigliare che li vede privi della madre, uccisa, e senza padre, in carcere, possano avere la possibilità di proseguire gli studi e possano vivere dignitosamente. Si devono assegnare borse di studio e un sussidio mensile adeguato. Non si può girare gli occhi dall’altra parte, conclude Gravili,  è tempo di agire e di tutelare, anche chi è vittima di riflesso della pazzia del padre. I ragazzi meritano di poter pensare ad un loro futuro e di costruirselo essendo parte integrante attiva della società“.

A cura di Erica Venditti

Ufficio Stampa Associazione I Nodi d’Amore

Di Erica Venditti

Erica Venditti, Classe 1981, giornalista pubblicista dal 2015. Ho conseguito in aprile 2012 il titolo di Dottore di Ricerca in Ricerca Sociale Comparata presso l’Università degli studi di Torino. Sono cofondatrice del sito internet www.pensionipertutti.it sul quale mi occupo quotidianamente di previdenza.