Turismo accessibile: miraggio o possibilità? Questo si chiedono affranti molti diversamente abili che in questi giorni stanno prenotando le proprie vacanze e che già si sono trovati dinanzi allo stesso problema lo scorso anno e negli anni passati. Possibile che le spiagge continuino a non essere idonee ai disabili, possibile che si debba per forza andare, qualora si desiderasse andare al mare e fare un bagno, in una spiaggia per disabili?

Nel 2023 l’inclusione, parola ormai consumata e utilizzata in ogni dove, in realtà continua a mancare, spiega Gravili, Presidente Associazione ‘ I nodi d’amore’ , i disabili sono confinati in spiagge a loro dedicate e devono anche cercarle perché non vi sono ovunque, sarebbe ora di allargare le vedute, mettere in sicurezza le spiagge e consentire ai disabili di poter fare le vacanze con le proprie famiglie o i propri amici in qualsiasi spiaggia loro desiderino, basterebbe così poco per ‘eliminare le barriere’ e permettere loro di godersi una meritata vacanza. Di seguito le considerazioni di Giovanni Gravili, che sull’argomento da tempo si batte:

Spiagge a misura di disabile: Gravili ‘possibile, basta volerlo’

Così Gravili: “L’acqua paradigma di purezza, riconducibile ad una sensazione di relax e benessere, ma anche imprescindibile momento di aggregazione e azzeramento delle distanze sociali.
Come ogni anno, di questi periodi, inizia la stagione estiva e balneare che tutti tanto attendiamo, ma che, purtroppo non permette a tutti di essere vissuta in piena serenità
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Se molti cercano spiagge esclusive e aperitivo gourmet sotto l’ombrellone, c’è chi vorrebbe solo avere la possibilità di arrivarci e di poter respirare l’aria marina. Nella nostra Italia, infatti, i lidi accessibili veramente a tutti, comprese le persone con disabilità, si contano sul palmo della mano.

Ogni bagno dovrebbe avere: un corridoio pedana di 90 cm, che permetta di raggiungere la battigia, con pendenze non superiori al 8%, senza rinunciare al piacere di immergersi in mare, avere posti auto per disabili con piattaforma, così da non affondare nella sabbia e poter raggiungere tutto in comodità, ausili alla mobilità come sedie job e carrozzine da spiaggia semplificando così, gli spostamenti sulla suddetta e l’ingresso in acqua; se a ciò si aggiungono lidi organizzati per accogliere qualsiasi tipo di utenza, cosí che, le persone affette da qualsiasi forma di disabilità possano godere del loro diritto inalienabile di andare in vacanza.

Ad oggi abbiamo le spiagge classificate in: disabili con disabili e normodotati con i normodotati, divisione che veniva fatta nei lager quasi un secolo fa, a questo punto a breve andremo a creare le spiagge per ogni etnia, categorizzando le persone in base al colore della pelle o a quello degli occhi

Per non parlare poi delle piscine pubbliche, che nel 2023 non possiedono sollevatori per persone con disabilità. Perché, é qui siamo al paradosso, un disabile nell’epoca in cui un iPhone ti fa quasi il caffè, non può permettersi un tuffo senza sentirsi un peso

Di Erica Venditti

Erica Venditti, Classe 1981, giornalista pubblicista dal 2015. Ho conseguito in aprile 2012 il titolo di Dottore di Ricerca in Ricerca Sociale Comparata presso l’Università degli studi di Torino. Sono cofondatrice del sito internet www.pensionipertutti.it sul quale mi occupo quotidianamente di previdenza.