EndORfine, un progetto che potremmo definire nato DALLE donne PER le donne, si tratta di un’iniziativa davvero singolare che attraverso un accessorio che quasi tutte le donne utilizzano nel loro quotidiano, la borsa, intende spostare l’attenzione sull’unicità delle singole donne. Il progetto vede infatti la realizzazione di pochette e borse di varie dimensioni realizzate completamente a mano, all’uncinetto, da un gruppo di 3 volontarie (Silvia, Rita e Silvietta) oltre a Manuela, la Presidente dell’ODV, che sebbene nella vita lavori in banca nel tempo libero si unisce al gruppo per la realizzazione delle stesse. Mentre le altre socie (Claudia, Fabiola, Annalisa, Monica, Simona, Nadia) anch’esse impiegate in altri lavori, prendono parte al progetto ognuna con le proprie competenze, affinché lo stesso possa emergere e diventare conosciuto. Lo scopo di EndORfine é quello di creare borse non ripetibili, uniche, che possiedono un numero identificativo univoco che corrisponde al nome della donna che ne richiede la realizzazione o della donna a cui viene regalata. Al progetto, e questo crediamo sia davvero un punto di forza, partecipano anche, sebbene diciamo più dietro alle quinte, due uomini, Massy e Andrea.

La ragione dell’unicità dei modelli, che possono differenziare anche solo per un dettaglio, per la fodera interna, per la dimensione, per un foulard esterno, o per il manico, é proprio quella di voler ricordare alla donne quanto ognuna di loro sia perfetta così com’é ed unica nel suo genere. Intende focalizzare l’attenzione su quanto conti il vissuto di ogni donna, la propria storia e quello che oggi é diventata.

Alla luce delle tragedie che negli ultimi anni stanno accompagnando la vita delle donne, il progetto ha voluto assumere anche e soprattutto una finalità sociale, il ricavato incassato dall’ ODV, Organizzazione di volontariato, creata nel febbraio 2023, viene devoluto interamente, escludendo le spese vive di realizzazione delle borse l’acquisto dei filati, ai centri antiviolenza ed alle associazioni che si occupano di contrastare la violenza sulle donne o di fornire supporto a chi ne é vittima.

Lo stesso nome EndORfine é stato pensato perché può avere una doppia valenza se letto in italiano o in inglese. Le endorfine sono sostanze prodotte dal cervello, classificate come neurotrasmettitori, che quando vengono rilasciate possono ridurre lo stress, alleviare il dolore, e generare una sensazione di benessere e di euforia. Allo stesso tempo in inglese End OR Fine, sta ad indicare una situazione che anche quando finisce (END), immaginiamo un rapporto di coppia, non necessariamente porta alla ‘fine’ (in italiano) ma al FINE (Benessere, in inglese).

Questo perché, se una relazione é tossica , produce dolore, malessere, se una donna ne esce può rinascere e tornare a provare benessere, da qui l’idea di inserire nel nome la parole FINE che in inglese appunto ha questa valenza. Dunque anche nella denominazione del progetto vi é una connotazione assolutamente positiva, studiata di proposito, che funge da leitmotiv per le donne affinché facciano di tutto per tornare ad appropriarsi della propria vita e di ciò che dona loro appagamento e benessere. E che invece faccia sentire parte attiva di una catena di solidarietà tutte quelle donne che acquistano la borsa perché la trovano oggettivamente bella ed originale, ma sanno di fare del bene. Di seguito la parola a Manuela Lupi, Presidente della ODV, Organizzazione di volontariato, che ringraziamo per questa interessante intervista in esclusiva.

EndORfine, ne parliamo con Manuela Lupi: da dove nasce il progetto e quali le finalità?

Ultimenews.info: Ciao Manuela, mi sono permessa di definire il progetto EndORfine ‘nato DALLE donne PER le donne’, puoi spiegarci come é nata l’iniziativa?

Manuela Lupi:Con piacere Erica, per prima cosa grazie per esserti interessata al nostro progetto, la tua definizione mi pare assolutamente calzante, EndORfine é davvero un progetto nato da poche donne e che si rivolge ad ogni donna, ma che racchiude in sé anche una finalità sociale, smuovere le acque e sensibilizzare contro le violenze, non solo fisiche, ma anche verbali che le stesse spesso devono subire. Lo scopo del progetto é proprio quello di ricordare ad ogni donna quanto sia unica ed irripetibile nel suo genere, esattamente come può esserlo una borsa, e come nessuno debba permettersi di volerla cambiare, così come abusare fisicamente, psicologicamente e verbalmente, nemmeno l’uomo che dice di amarla. Inoltre ogni donna che indossa un EndOrfine può sentirsi parte di una catena di solidarietà, sapendo che la cifra che ha speso per il suo acquisto verrà devoluto per una finalità sociale. Sappiamo che non é indossando una borsa che risolveremo il problema, ma insieme, con più progetti, possiamo certamente smuovere qualcosa. L’idea nasce, per rispondere con maggiori dettagli alla tua domanda, con i primi passi, nei pensieri e nelle prime elaborazioni, a novembre 2020, il logo é stato depositato a livello europeo a marzo 2021, ma é divenuto operativo a giugno. La ODV, organizzazione di Volontariato, ha visto però la luce solo nel febbraio 2023 quando noi 7 socie fondatrici abbiamo firmato lo Statuto e dato via al nostro sogno di realizzare qualcosa fatto dalle mani delle donne per le donne, che avesse appunto questo duplice scopo. Le borse sono ‘battezzate’ nel momento in cui vengono scelte. Abbiamo un database di foto e nomi delle borse. Ogni borsa é un pezzo unico, abbiamo ideato delle targhette con inciso il logo e la numerazione progressiva, si possono realizzare dei ‘duplicati’, se ad una persona piace particolarmente il modello, ma verrà informata che quella borsa ha già un nome specifico, e soprattutto il numero sulla targhetta cambierà, in modo che comunque resti un pezzo unico. L’obiettivo appunto simbolico, lasciami dire, sta proprio nel messaggio dell’unicità 1 borsa = 1 donna

Ultimenews.info: EndORfine mi pare nasconda in sé un bel messaggio di rinascita, ho compreso bene il doppio significato italiano, inglese?

Manuela Lupi:Sono molto contenta tu abbia compreso il duplice significato del logo End Or Fine. Il nome é nato un po’ per caso, nel corso di una notte insonne di forte temporale, non riuscivo a dormire ed ho ragionato sul nome da dare al progetto che racchiudesse il significato che avevo in mente. Ho pensato così a tutte quelle Donne che non hanno una “rete di protezione” che non hanno qualcuno di famigliare ed intimo pronto ad accoglierle nel caso si trovino in una condizione di difficoltà e pericolo. Da lì la rete dell’uncinetto è stata associata ad una rete di protezione e la scomposizione della parole endorfine é poi arrivata fluida. End Or Fine ove, la parola Fine cambia di significato se viene letta, come hai ben spiegato tu, in italiano o in inglese. Se una situazione ti fa stare male e non ne poni la fine (end) rischia di diventare la tua fine (in italiano) ma, se viene posta la fine (end) ad una situazione pericolosa questo luogo generare benessere (fine in inglese). La borsa, poi é un oggetto che la maggior parte delle donne usa, e può anche rappresentare idealmente una valigia, lo spazio, minimo, per andare via. Il luogo dove metto gli oggetti prioritari”.

Ultimenews.info: Le borse sono curate nei minimi dettagli, complimenti davvero, e sul vostro profilo Instagram ho visto che ne avete già realizzate diverse, posso chiederti mediamente quanto tempo occorre indicativamente per crearne una e indicativamente la fascia di prezzo?

Manuela Lupi:Ti ringrazio per i complimenti Erica, oltre 200 borse sono già in circolazione e non solo in Italia, questo ci riempie di orgoglio, le mani fatate di Rita, Silvia e Silvietta, hanno sicuramente reso ancora più unico questo progetto. Una sposa americana le ha scelte, solo per raccontarti un aneddoto, come regalo per le proprie amiche in occasione di un matrimonio molto importante a Villa D’Este sul lago di Como. Alcune borse sono volate in Messico, a New York, altre in costiera amalfitana, a Roma, Nel Veneto, in Trentino, a Marsiglia e con il supporto del direttore Guido Fulco del MIIT Museo di arte contemporanea di Torino anche in mostra a Venezia ed a Parigi. Il lavoro come hai ben inteso é davvero molto, indicativamente per una borsa piccola (pochette) occorrono 10 ore di lavoro all’uncinetto e 5/6 ore di rifinitura fodera, poi occorre il ritocco definitivo, e si arriva circa a 20 ore di lavoro, immagina per quelle più grandi. I prezzi oscillano tra 120/130 per una pochette, ma se pensi alle ore di lavoro manuale davvero una cifra minima, ai 150/160 per quelle medie ai 180/200 per quelle più grandi, ove chiaramente il monte ore aumenta.

Ultimenews.info: Credo che potrebbe essere un bel regalo di Natale da farsi, da chiedere 🙂 e da fare, visto la finalità ‘sociale’ intrinseca nel progetto, come si potrebbero prenotare nel caso? Avete altri progetti per il futuro?

Manuela Lupi: “Credo anch’io potrebbe essere un’idea originale, soprattutto per l’unicità della borsa, per ordinarle é sufficiente scriverci su Instagram, abbiamo già delle ordinazioni, ma faremo di tutto per accontentarvi per Natale, sceglieremo insieme quella che più vi piace, sono possibili richieste ad hoc per la personalizzazione. Progetti futuri? Tanti Erica, ma per ora chiaramente, visto che siamo agli inizi, é probabilmente un’idea utopica, comunque ci piacerebbe creare un vero e proprio ‘business’ sostenibile per creare lavoro e, far lavorare le donne, e quindi aiutarle a ritrovare una propria indipendenza economica. Spesso le donne restano incastrate in alcuni contesti malsani perché non sono ancora sufficientemente ‘forti’ economicamente. Quindi ci piace pensare che un domani, se il progetto decollerà, come speriamo, dopo la rete di solidarietà riusciremo a divenire noi stesse un punto di ‘svolta’ per le donne.

Ultimenews.info: Grazie molte Manuela per averci raccontato di più del tuo progetto facendoti portavoce anche per le altre socie.

Manuela Lupi:Grazie a te Erica per averci concesso questo spazio, una buona vetrina per mostrare più da vicino i nostri lavori. E un grazie sentito va certamente ad Alberto Mensio, mio collega in banca, che ci ha messe in contatto, sapendo del tuo lavoro e della passione che nutri per progetti ambiziosi che toccano il sociale

Di Erica Venditti

Erica Venditti, Classe 1981, giornalista pubblicista dal 2015. Ho conseguito in aprile 2012 il titolo di Dottore di Ricerca in Ricerca Sociale Comparata presso l’Università degli studi di Torino. Sono cofondatrice del sito internet www.pensionipertutti.it sul quale mi occupo quotidianamente di previdenza.