“_Vorrei che il tuo profumo non svanisse mai E perdere me stesso fra i colori tuoi Posare le mie ali senza alcun pericolo Perché la mia regina se ne andò così Ma il vento della vita mi ha portato qui Da un polline lontano fino al tuo miracolo_”.
Posò la bocca sul suo collo, cingendola dalle spalle. Piccoli tocchi delicati che scivolarono su, fin dietro l’orecchio. Avvolse il suo ventre aprendo completamente le mani e, appoggiandole sull’addome, aprì la danza delle carezze attraverso il movimento sinuoso ed intraprendente delle dita. Indugiò sul collo, ascoltò il suo respiro trasformarsi in profondi sospiri mentre con la punta della lingua le sfiorò quel triangolo di pelle al confine con la spalla. Sfiorò la pancia con la mano destra risalendo fino a raggiungere il seno sinistro senza toccarlo. Si fermò per qualche secondo, sollevò la mano dal tessuto della sottile canotta e con la punta delle dita cominciò a sfiorare la pelle della scollatura provocandole un leggero e piacevole solletico. Lei girò il viso e le sue labbra si staccarono dal collo per incontrare le sue. Le lingue si intrecciarono in un bacio umido ed un brivido scese fino al basso ventre dove l’eccitazione si fece potente.
“_Ti darò questo piccolo raggio di sole Per portare il tuo cuore lassù Solo io, solo tu, voleremo liberi Solo io, solo tu, oltre i fiumi e gli alberi Poi ancora più su dove finisce l’infinito dell’anima_”.
Si girò continuando a baciarlo, gli sfilò la maglietta e pose una mano sul petto muscoloso mentre l’altra scendeva tremante ed insicura verso la zip del pantalone. Lo spinse contro il muro fino a che le sue spalle non si appoggiarono con violenza. La mano si fece coraggiosa ed il pantalone scese fino ai piedi. Piccoli baci intrepidi raggiunsero il torace, scesero sull’addome e con la bocca afferrò l’elastico degli slip che non opposero resistenza svelando il pube e l’erezione ormai quasi piena. Sentì l’odore della sua eccitazione, lo guardò per qualche istante mentre la mano lo accarezzava delicatamente. Le arrivò all’orecchio il suo leggero rantolo di piacere nel momento in cui avvolse il sesso con le labbra e con la lingua, ed il suo intimo non fu più in grado di contenere gli umori caldi che le colavano sotto la gonna.
“_Lasciare l’alveare e non tornare mai Per ritrovare un senso a questi giorni miei Succhiare un altro petalo sarà dolcissimo Coprirò il tuo splendido corpo di miele Respirandoti sempre di più Solo io, solo tu, voleremo liberi Solo io, solo tu, oltre il dio degli uomini Per non scendere più e amarsi per amarsi come non si fa mai E poi, e poi, e poi, non vergognarsi a chiedere (Solo io, solo tu) Di più, di più, di più.._”
I corpi si fusero. Pelle contro pelle. Centimetro per centimetro, mentre le mani stringevano i glutei sodi tirando a sè il suo bacino, la penetrazione si fece profonda ed intensa. Le baciava le labbra, i seni e quando la lingua toccava i capezzoli, sentiva il suo respiro interrompersi per un istante per poi diventare un sussulto forte seguito da un’espressione di estasi. La passione li travolse, il tempo si fermò per loro mentre per il mondo segnò l’alba. Si addormentarono privi di forze ed inebriati di orgasmi.
” _Solo io, solo tu (Solo io, solo tu) Oltre i nostri limiti Solo io, solo tu Per riposarsi dalla vita Vorrei che questa estate non finisse mai Per tutte le api e i fiori persi come noi Rimasti in un giardino a regalarsi l’anima.._”
