Il Ministro delle P.A Dadone non ha certo gradito le accuse sul lavoro agile mosse da Ichino, giusvalorista e più volte parlamentare intervistato da Libero, che nei giorni scorsi così si é espresso circa lo smart working : ” Per i dipendenti pubblici? Nella maggior parte dei casi è stata solo una lunga vacanza pressoché totale, retribuita al cento per cento” Per Il Minsitro parole offensive, lo smart working non é stato affatto una vacanza.
Smart working, Dadone su Ichino: il rispetto non si insegna
Fabiana Dadone ha definite le parole pronunciate da Pietro Ichino come irrispettose anche perché in ufficio vi erano 1 su tre dipendenti. Intervistata dal Corriere non ha certo rivolto parole dolci ad Ichino e sulla frase infelice ha aggiunto:
“Il rispetto non si insegna. La pubblica amministrazione non ha mai chiuso, ha sempre garantito i servizi essenziali ed è andata anche oltre col lavoro di medici e forze dell’ordine. Ma non solo. Sono orgogliosa dell’impegno di oltre 3 milioni di dipendenti pubblici: lo dico a chi fa finta di non vedere solo perché la critica fa più notizia“
Smart working: aumenta produttività
Poi ncalzata dalle domande del collega ha aggiunto, dicenosi pro smart working: “Lo smart working aumenta la produttività, lo dimostrano diversi studi. I dati che abbiamo raccolto e l’assenza di problematiche rilevanti, nonostante l’organizzazione repentina, lo confermano“.
Sulla proroga relativa alla misura non si sbilancia, ora é certa fino al 31 luglio ed é anche un diritto per i lavoratori che hanno figli under 14, dal 1 agosto non é ancora certo nulla: “Non ho mai fatto annunci sulle tempistiche e non mi piace spendere energie nella politica dei “se”. Abbiamo accompagnato le Pa sia nella riorganizzazione pratica dei lavori sia nello scaglionamento dei rientri e nella stessa maniera stiamo strutturando la modalità di lavoro agile a regime. Lavorare smart significa guardare il corpus del lavoro, il progetto e gli obiettivi, e non soltanto le singole scadenze“.
Smart working: significa lavorare per obiettivi
Lo smart working, ci tiene a precisare il Ministro Dadone, è il lavoro focalizzato su obiettivi. Presuppone un cambio di passo e chiede ai dipendenti, ma soprattutto ai dirigenti, grandi capacità di organizzazione. Non è più facile, non sono vacanze. Se abbiamo avuto gli stessi risultati rispetto al lavoro in ufficio, significa che il dirigente ha capito esattamente di che cosa ci fosse bisogno e il funzionario si è messo in gioco nonostante non avesse un confronto diretto con i colleghi.
Poi conclude: “Lo smart working è più difficile del lavoro in ufficio, perché non tutti hanno questa flessibilità di pensiero e serve una formazione continua“.
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