Giorgia è una studentessa disabile dell’Università di Pavia, Polo San Tommaso, che nei giorni scorsi, il 9 novembre, è stata vittima di un’ingiustizia e soprattutto si è scontrata con una grossa mancanza di umanità da parte dei soggetti interessati. Lei ha deciso di denunciare a gran voce l’episodio proprio perché lo stesso non accada più ad altre persone fragili che magari, sottolinea, al suo posto non avrebbero nemmeno avuto la forza di raccontare l’accaduto. Mercoledì scorso la pioggia e le temperature proibitive hanno portato Giorgia ed un altro gruppetto di ragazzi a decidere di pranzare all’interno di un aula dell’Università. Post Covid l’aula adibita alla consumazione dei pasti portati da casa è stata dismessa per problemi di contagio, ma anche ora che la situazione sanitaria é migliorata molto, purtroppo l’aula non è mai stata ripristinata, dunque è vietato pranzare nei locali della scuola. Giorgia ne è consapevole, ma confida nel buon senso del personale, così i suoi compagni che non appena vedono arrivare la bidella che urla a gran voce di allontanarsi dal locale lasciano l’Aula, ma Giorgia spiega che per lei il contesto è differente: non può in alcun modo allontanarsi e andare in giardino in quanto è una disabile al 100% ed ha un tumore, quindi la pioggia potrebbe crearle seri problemi di salute. La bidella pare non sentire ragioni, ma si allontana, Giorgia crede abbia compreso, invece rientra poco dopo accompagnata da un altro operatore e la costringono ad uscire. Molti compagni intervengono, ma nulla, anzi dato il trambusto l’uomo minaccia di chiamare i carabinieri, Giorgia affranta crolla emotivamente esausta dalla poca sensibilità dimostrata al suo caso specifico. La bidella anzi avrebbe pure rincarato la dose facendo sentire la ragazza inadeguata all’ambiente universitario dicendo che data la sua condizione di salute avrebbe dovuto evitare di esporsi a determinare circostanze, come a dire insomma: se piove, non sai dove pranzare, sei disabile, stai a casa e non venire in Università, non ti esporre a tali situazioni.

Quindi si chiede Giorgia l’Università può essere frequentata da un disabile solamente in primavera ed estate insomma quando vi è una temperatura favorevole, mentre quando piove è solo per i soggetti sani?

Per fortuna il Rettore dell’Università si è scusato con Giorgia dicendo che il servizio assistenza integrazione studenti disabili dell’Ateneo è dalla sua parte e che l’episodio è stato vergognoso e verranno presi seri provvedimenti nei confronti degli operatori che hanno agito in tal  senso, ma per lei quelle scuse sono state asettiche e dovute alla circostanza, per nulla sentite. Mentre ha molto apprezzato il supporto dei compagni e degli altri studenti, di cui ha sentito la vicinanza.

A distanza di giorni abbiamo contattato Giorgia per comprendere in primis come sta ora emotivamente e poi per comprendere come si sono evoluti i fatti in questi giorni.

L’Intervista a Giorgia:

Ciao Giorgia grazie per aver accettato questa intervista, ci dici cosa è cambiato dopo la tua denuncia mediatica?

“Ciao Erica, grazie a voi per concedermi questo spazio, devo dirti che le cose sono effettivamente cambiate, ora almeno abbiamo riottenuto il diritto di poter mangiare in aula, è stata ripristinato un luogo dove poter consumare i pasti, senza, visto il freddo alle porte, dover patire alle intemperie“.

Sappiano che il Rettore ha fatto le sue scuse pubbliche, gli operatori interessati invece hanno provveduto, comprendendo la gravità dell’accaduto a scusarsi per la scarsissima umanità dimostrata?

“Le scuse del rettore mi sono sembrate macchinose, mi ha dedicato giusto un minuto di telefonata, mi aspettavo maggior empatia, i bidelli, invece, non si sono mai scusati sebbene io li abbia visti proprio in questi giorni al Polo San Tommaso. La solidarietà l’ho trovata soprattutto nell’ufficio disabili, che si è messo a mia completa disposizione e dai rappresentanti degli studenti che hanno protestato in modo fermo per quello che mi è accaduto, che oserei dire è stato davvero vergognoso!“

Possiamo dire che questo gesto seppur assurdo possa, grazie alla tua denuncia, essere servito a smuovere le coscienze su quanto sia davvero complicato nella vita quotidiana l’integrazione per un disabile e per far sì che le cose possano effettivamente migliorare al fine di evitare altri soprusi ai danni di persone maggiormente fragili?

“Ho, è per questo li ringrazio, trovato grande solidarietà dagli altri studenti e dell’ufficio disabili, qualcosa questo spiacevole episodio credo sia servito, più avanti credo che l’Università si mobiliterà maggiormente per formare il personale all’approccio con uno studente disabile, ma non è una cosa immediata. Molte persone purtroppo sono ‘tarate’, passatemi il termine, per loro essere disabili vuol dire stare in carrozzina o essere in possesso di un bastone per ciechi, non conoscono molte altre forme di disabilità, hanno una visione totalmente distorta della realtà e del mondo dei disabili. Inoltre per loro disabilità è sinonimo di problema, non colgono lo straordinario potenziale che spesso si cela dietro ad un disabile. Tendenzialmente vi è ancora molta ignoranza in tema di disabilità, le persone sembrano impaurite dal ‘diverso’, distolgono lo sguardo, paiono imbarazzate. Invece noi prima di essere disabili con patologie più o meno gravi, più o meno evidenti, siamo in primis persone e come tale vorremmo essere trattate“.

Ringraziamo Giorgia per il tempo dedicatoci e confidiamo davvero che le cose possano cambiare, il diritto allo studio se è tale non può essere prerogativa delle persone sane, ma reso accessibile a tutti, ed inoltre ci si aspetterebbe in un Polo universitario del personale e delle persone maggiormente inclini alla cultura e dunque maggiormente propensi ad analizzare il contesto indipendentemente dalle regole fisse stabilite. Era così complicato porgere ‘una mano’ a Giorgia quel giorno al fine di aiutarla in un momento di difficoltà? Non sarebbe bastato un po’ di ‘buon senso’ e un minimo di umanità per evitare tutto questo ?

Ringraziamo altresì Giovanni Gravili, Direttore ufficio servizi per l’inclusione di studenti con disabilità per l’Università popolare Cattolica, che ci ha contattato per conto di Giorgia affinché il caso potesse avere risonanza mediatica. La ragazza confida che il progetto che darà vita ad un partito politico, APOIDEI, l’acronimo sta per ‘Associazione pari opportunità italiana, disabilità e inclusione’, possa vedere la luce in breve tempi, visto che lo scopo primario dello stesso sarà proprio quello di adoperarsi affinché i disabili non siano più vittime di ingiustizie e possano avere nel partito una ‘spalla’ su cui poter sempre contare.

Di Erica Venditti

Erica Venditti, Classe 1981, giornalista pubblicista dal 2015. Ho conseguito in aprile 2012 il titolo di Dottore di Ricerca in Ricerca Sociale Comparata presso l’Università degli studi di Torino. Sono cofondatrice del sito internet www.pensionipertutti.it sul quale mi occupo quotidianamente di previdenza.