L’informazione quotidiana che ci educa al peggio

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questo interessante saggio di Francesco Provinciali ove fa un’accurata riflessione sui titoli di giornali, nei tg, e sui temi trattati nei talk show televisivi, e su tutto ciò che circola in rete. Da alcune decine di anni a questa parte, l’informazione quotidiana pare, come dice il titolo, educarci al peggio, come se non ci fossero mai belle notizie.

Ne esce così per chi ascolta i Tg o legge le varie news su quotidiani cartacei ed online un bollettino, egli dice, ‘da guerra’. Eppure non vi sono solo brutte notizie, come mai si va incontro a questa distorsione dell’informazione se si ascoltano le ultime notizie? In parte Provinciali arriva purtroppo a farci comprendere come mai si punti solo a dare le notizie peggiori facendo sparire tutto ciò che di buono accade nella nostra vita, é stato lo stesso Maurizio Belpietro, già direttore di Libero, a dirgli “Se so che volano mille aerei di cui 999 atterrano mentre uno solo cade, quale notizia devo dare, come giornalista che informa sui “fatti”? L’editoriale di Provinciali da leggere fino all’ultima parola:

La pedagogia sociale dell’informazione quotidiana

Efferati delitti, serial killer, crimini orrendi, inaudite violenze, ferocia disumana, furia omicida, occultamento di cadavere, molestie, droga party, palpeggiamenti, tempeste politiche, brogli elettorali, bufere giudiziarie, autorizzazioni a procedere, uragani sociali, terremoti ai vertici, esplosione di casi, asili degli orrori, ospizi lager, ospedali nel caos, calciopoli, vallettopoli, tangentopoli, treni paralizzati, bullismo, cyberbullismo, nonnismo, esodo da bollino nero, serpentoni d’acciaio sulle strade, agguato in autostrada, shock in autogrill, vicende orribili, coca e sesso, stupri di gruppo, branchi assassini, profanazione di tombe, bestie di satana, torture psicologiche, vendette trasversali, vacanze shock, follie omicide, mazzette, inciuci, ingorgoni, terrorismo internazionale, gogna mediatica, fake-news,  pedopornografia, abusi sessuali, baby-gang, minori scomparsi, circonvenzione di incapaci, riciclaggio, borseggi, rapine, bande del buco, razzie nelle ville, soggetti a rischio, frodi alimentari, sofisticazioni, influenza aviaria, peste suina, vaiolo delle scimmie, conti gonfiati, imbrogli, trame, mobbing, statali fannulloni, tassi usurai, impiegati assenteisti, cartellini falsificati, concorsi truccati, gioco d’azzardo, gare taroccate, illeciti sportivi, arbitri venduti, violenze negli stadi, conti salati, caro-mutui, omicidi stradali, donne violate, minori abusati, anziani truffati, malati raggirati, accanimenti terapeutici,  infermiere ammazza-vecchietti, mostri, orchi, streghe, papponi, mammane, padri-padroni, figli aguzzini, finti ispettori, cocktail micidiali, nuove povertà, caporetto dei consumi, vendette trasversali, silenzi glaciali, servizi deviati, intrighi internazionali, infanticidi, femminicidi, parricidi, sequestri lampo, riscatti, rincari record, tassi alle stelle, inflazione galoppante, recessione economica, pensioni da fame, fughe di notizie, talpe, topi d’archivio, morti bianche, messe nere, tasche al verde, festini a luci rosse, consulenze d’oro, scalate bancarie, interessi privati, abusi d’ufficio, insider trading, conti esteri, paradisi fiscali, appalti truccati, inferni metropolitani, trasporti a rischio, scatole cinesi, concussioni, raccomandazioni, corruzione dilagante, falsi ideologici, caporalati, sfruttamento della prostituzione, traffici di droga, trapianti clandestini, vendite di organi, turismo sessuale, sassi dai cavalcavia, notti brave, ubriachi al volante, stragi del sabato sera, miscele esplosive, attentati, follie, vendette, truffe colossali, intercettazioni telefoniche, violazioni della privacy, pedinamenti, molestie, aggressioni, percosse, calunnie, diffamazioni a mezzo stampa, buco nell’ozono, pianeta impazzito, tsunami, surriscaldamento terrestre, scioglimento dei poli, avanzamento dei mari, onde anomale, desertificazione, catastrofe ambientale, siccità, roghi, disboscamenti, incendi dolosi, emergenza rifiuti, estinzione della biodiversità, piromani, caos rifiuti, abusi edilizi, sabotaggi, dirottamenti, riarmo atomico, minaccia nucleare, revenge porn, stalking, stupratori seriali, aggressioni con l’acido, pandemia, contagi, guerra, armi chimiche,  bombardamenti, mutilazioni, crimini militari, pericoli incombenti, cupio dissolvi e per finire – ciliegina italiana sulla torta –mafia, n’drangheta e camorra.

Ho dimenticato qualche bella notizia? Mi scuso con gli amanti dei gialli e del noir.

Eppure mi sono limitato ad una fedele trascrizione dei titoli dei giornali e della cronaca di TG e talk show da qualche anno a questa parte: quello che di giorno in giorno leggiamo, ascoltiamo, vediamo senza renderci conto che sommando gli addendi alla fin fine esce un vero bollettino di guerra.

In tempo di pace (apparente) o di conflitto bellico, l’animo umano pensando incessantemente al male finisce per concretizzare il peggio.

Tutto vero? Non si sa. Tutto scritto o mandato in onda? Garantito al cento per cento.

Leggere un quotidiano o guardare telegiornali e programmi dedicati ai fatti di cronaca significa addentrarsi in una giungla di disgrazie.

Ma non succede proprio niente di buono al mondo?
Pensiamo al mondo del volontariato, ai gesti di bontà più o meno noti, alla solidarietà, alla rettitudine di chi resiste alla corruzione, alla buona educazione elargita dalla scuola, agli esempi di chi tende la mano a chi soffre, a chi passa il tempo libero in ospedale per assistere i malati o far sorridere i piccoli pazienti chemioterapici.

Quando ero piccolo c’era almeno – una volta all’anno – la notizia del premio Livio Tempesta, assegnato al bambino che si era distinto per un gesto di bontà. Una cosa che andava a buon fine.

Forse è stata abolito anche quel concorso.

Sembra che tutte le nefandezze imputabili al genere umano si siano improvvisamente concentrate negli ultimi anni, da quando la specie dell’homo sapiens ha preso possesso della Terra.

Ricordo quando – incontrando il mitico direttore della Gazzetta dello sport, Candido Cannavò- gli chiesi quale sarebbe stato il suo sogno di giornalista prima di terminare la sua esemplare carriera.

Far uscire anche un solo numero di un giornale fatto di buone notizie”, mi rispose.

Parlandone qualche anno dopo con l’allora Direttore di Libero, Maurizio Belpietro e raccontandogli questo aneddoto mi disse che si trattava di un sogno giornalisticamente irrealizzabile e mi citò un esempio che – alla fine – mi convinse: “Se so che volano mille aerei di cui 999 atterrano mentre uno solo cade, quale notizia devo dare, come giornalista che informa sui “fatti”?

La risposta è talmente ovvia che ciascuno ci arriva da solo.

La sua conclusione fu persino disarmante:Le buone notizie oggi non si trovano nemmeno al mercatino dell’usato”. Al netto di questa ineccepibile e incontestabile valutazione mi concedo un pistolotto finale che vorrei sommessamente diventasse un recondito, intimo auspicio.

Considerato che un elenco criminologico ben più modesto di quello sopra riportato mi fu ‘validato’ sull’Agenzia ‘9 colonne’ dal Direttore Paolo Pagliaro, uno che di giornalismo se ne intende.

Sarà anche vera quella regola non scritta che ricorre tra i giornalisti – “una brutta notizia è una grande notizia” – ma mi pare che la scelta di dar voce solo alla parte peggiore di quello che ogni giorno accade su questo dannatissimo pianeta sia una decisione pedagogicamente sbagliata, che ci abitua solo al male e che ci carica di ansie e di paure nella vita quotidiana, in un mondo già abbastanza complicato“.

Dalla mia concordo in toto con l’analisi del Dott Provinciali, anche perché é addirittura difficile far guardare un telegiornale all’ora di cena ad un bambino, che esterrefatto ti guarda e ti dice: ‘Ma mamma tutte queste brutte cose sono accadute tutte oggi? Ma tutti ammazzano, rubano e si fanno del male? ” Tutti no amore, provo a parare il colpo, cercando di spiegare che il mondo é anche altro ed é fatto anche di cose belle, ma effettivamente come glielo spieghi ad un bambino di 11 anni e ad una bimba di 5 che quel tg non é lo specchio della realtà tutta , se sente solo notizie negative e catastrofiche ogni volta che si accende la televisione o si legge qualcosa sui tablet e cellulari che per la scuola iniziano sempre più ad usare?

Grazie per questa bella riflessione Dott. Provinciali!

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