Riceviamo da Biagio Passaro e volentieri pubblichiamo questa testimonianza diretta sulla situazioni delle carcere italiane, in particolare quella di Poggioreale, dove purtroppo a sue spese il consigliere Nazionale del Movimento IOAPRO ha avuto modo trascorrere 18 lunghissimi giorni. Passaro finito in carcere per le vicende dell’assalto alla Cgil nel mese di ottobre, poi scarcerato e assolto, ha voluto documentare quanto siamo proibitive le condizioni dei detenuti, ed in questa lunga lettera scritta proprio alle persone della cella 23 con cui ha condiviso quelle giornate, fa una promessa: ” Io e mio Movimento ci impegneremo con tutte le nostre forze per questi fantasmi della società dimenticati da tutti, da troppi Governi e da troppi anni, una promessa é certa, IoApro lotta e lotterà anche per i diritti umani di tutti i detenuti d’Italia, la condanna é giusta quando si commettono reati, quando si viene giudicati colpevoli, fuori da ogni dubbio ma deve essere scontata in maniera umana“.

Eccovi la sua lettera che abbiamo il piacere di pubblicare in esclusiva, e della fiducia ringraziamo Passaro, dalla nostra concordiamo sul fatto che sia importante mettere in risalto anche questi aspetti della società ‘nascosti’ perché ritenuti scomodi. I detenuti e le loro condizioni non possono essere dimenticati, troppo spesso si é sentito parlare di carceri sovraffollate di condizioni igieniche ed umane al limite della decenza, ma poi sempre troppo poco si é fatto per migliorare la vita di chi ha commesso un reato. Confidiamo questa testimonianza diretta possa aiutare chi é al Governo a prendere decisioni mirate al fine di rimediare a tali limiti.

Carceri italiane, la testimonianza di Passaro (IoApro): Poggioreale condizioni proibitive

Scrivo questa lettera ai Detenuti del carcere di Poggioreale dove sono stato chiuso per 18 lunghissimi giorni per i fatti avvenuti a Roma in Piazza del Popolo il 9 ottobre scorso, scrivo in quanto quel periodo mi ha letteralmente fatto scoprire un mondo parallelo, voglio lanciare una speranza, una luce, un’attenzione su questo mondo buio e chiuso nelle tragedie, nelle emergenze, per i suicidi, per lo stato in cui si vive all’interno, mi riferisco alle scarse cure mediche al trattamento in alcune circostante penose che ricevono i detenuti, al cibo statale paragonabile alle scatolette dei nostri amici animali.

Chi scrive è Biagio Passaro imprenditore e membro del movimento politico “IoApro” nato nel Luglio di quest’anno, che ha vissuto insieme ad altre 7 persone nella cella 23 del padiglione Firenze nella casa circondariale a Poggioreale nella città di Napoli, nelle ore d’aria ho conosciuto tantissime persone e storie personali, e proprio per questo che io e il mio Movimento ci impegneremo con tutte le nostre forze per questi fantasmi della società dimenticati da tutti, da troppi Governi e da troppi anni, una promessa é certa, IoApro lotta e lotterà anche per i diritti umani di tutti i detenuti d’Italia, la condanna e’ giusta quando si commettono reati, quando si viene giudicati colpevoli, fuori da ogni dubbio ma deve essere scontata in maniera umana, avendo la possibilità una volta usciti dal carcere di avere una seconda vita, migliore e non peggiore come spesso capita, si perchè, all’interno del carcere sono pochi i fortunati che possono studiare e lavorare, il 5% della capienza, non c’é socialità, non c’é sport, non c’é vita, l’unica speranza si concentra nel giorno in cui dopo file estenuanti e stress emotivi si riceve la visita dei famigliari, spesso dopo ore e ore di attesa fuori dal carcere, con bambini in fasce, file che iniziano alle 5 del mattino, addirittura  anche la sera prima, tutto questo é scandaloso, e chi lo permette dovrebbe dimettersi e vergognarsi, é una situazione VERGOGNOSA agli occhi del mondo, agli occhi dell’Europa che ha già sanzionato L’Italia diverse volte per violazione dei diritti dei detenuti come “con la decisione del 16 luglio 2009    (ricorso 22635/03) la Corte ha affermato che sebbene non sia possibile quantificare, in modo preciso e definitivo, lo spazio personale che deve essere concesso a ciascun detenuto ai sensi della Convenzione, in quanto esso dipende da diversi fattori, come la durata della privazione della libertà personale, la possibilità di accesso alla passeggiata all’aria aperta nonché le condizioni mentali e fisiche del detenuto, la mancanza evidente di spazio personale costituisce violazione dell’art. 3 CEDU, relativo al divieto di trattamenti inumani e degradanti. Ai fini di tali valutazioni, la Corte ha utilizzato come parametro di riferimento quello indicato dal CPT, che ha individuato in 7 metri quadrati per detenuto “la superficie minima auspicabile per una cella detentiva” .

Carceri italiane: Celle di Poggioreale? un inferno! Parla Passaro

Le celle di Poggioreale? sono umide e in alcuni settori si può fare la doccia 2 volte a settimana, celle di 27mq in 8/9 persone, questo vuol dire che ogni Detenuto ha circa 1.5 mq pro capite, considerando i mobili e i letti, nel caso di Poggioreale il sovraffollamento é alle stelle oggi sono 2.240 detenuti, dovrebbero starci senza “COVID”  1600! Definisco Poggioreale un inferno.

E ancora la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo la cui sentenza depositata in data 8 gennaio 2013 rappresenta una pesante condanna nei confronti dello Stato italiano per la riconosciuta incompatibilità dell’attuale sistema carcerario italiano con l’art. 3 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali in riferimento alla proibizione di trattamenti inumani e degradanti. Poiché il sovraffollamento delle carceri italiane è definito un problema “strutturale e sistemico” anche in considerazione dell’elevato numero di ricorsi pendenti, unitamente alla condanna monetaria, Strasburgo, pur non potendo determinare la politica penale degli stati membri, ha invitato l’Italia ad adottare entro un anno ogni utile provvedimento per rimediare alla situazione carceraria ed esortato i giudici a far un maggior uso delle misure alternative alla detenzione.

Dal rapporto sulla popolazione carceraria pubblicato lo scorso mese di maggio dal Consiglio d’Europa, l’Italia, dopo la Serbia e la Grecia è il paese con maggior sovraffollamento nelle carceri dove per ogni 100 posti ci sono 147 detenuti ed è al terzo posto per numero assoluto di detenuti in attesa di giudizio, dopo Ucraina e Turchia.

Concludo che ho conosciuto storie diverse anche di ingiusta detenzione, altre di ragazzi giovanissimi, di solo 18 anni che potrebbero sicuramente essere aiutati , sembra che questi fantasmi esistano solo per i loro famigliari e pochi amici, e’ ora che questi fantasmi diventino persone vere.

Auguro a tutti voi e alle vostre famiglie un Buon Natale, ce la metteremo tutta per cercare di cambiare l’inferno dove oggi vivete, ribadendo il concetto che chi commette reati deve scontare la pena inflitta fino all’ultimo giorno ma in maniera “UMANA” senza essere considerati lo scarto della società.

Biagio Passaro, Consigliere Nazionale Movimento IoApro, Modena Li 17/12/2021″.

Ricordiamo a chi volesse riprendere il testo della lettera che é tenuto a citare la fonte.

Di Erica Venditti

Erica Venditti, Classe 1981, giornalista pubblicista dal 2015. Ho conseguito in aprile 2012 il titolo di Dottore di Ricerca in Ricerca Sociale Comparata presso l’Università degli studi di Torino. Sono cofondatrice del sito internet www.pensionipertutti.it sul quale mi occupo quotidianamente di previdenza.