I dati dell’osservatorio ‘Giovani e Sessualità’ condotto da Durex e Skuola.net, evidenziano che rispetto al periodo pre-pandemia scende e di molto la quota di giovani che nel corso di un rapporto sessuale utilizza il preservativo, solo uno su due lo usa. Purtroppo in un contesto come quello attuale in cui i giovani approcciano al sesso sempre prima, senza informazione, affidandosi ai racconti degli amici e ai video hot online, la situazione rischia davvero di sfuggire di mano. Una speranza pare esserci laddove viene insegnata l’educazione sessuale negli istituti scolastici, quindi la scuola riveste un compito fondamentale per i ragazzi.

Ci siamo confrontati sulla tematica con la Dott.ssa Fiorella Mandaglio che da anni si occupa di adolescenti e di tematiche ad essi associate: bullismo, sessualità, cyberbullismo, contrasto alla violenza di genere, ed altro. Vediamo attraverso la sua esperienza con i giovani cosa é emerso, ma soprattutto che ruolo ha oggi il sesso per i ragazzi, amore o mera forma di piacere slegata dai sentimenti? Eccovi le sue parole in questo preciso e dettagliato elaborato prodotto in esclusiva per il nostro portale, di cui le siamo grati per gli spunti che ne emergono.

Giovani e sessualità, tutto da rifare?

“Ultimamente ho letto articoli interessanti in merito a ricerche inerenti la sessualità ed i giovani. Alcune interviste riportano dati allarmanti con cui si apprende che i giovani ma soprattutto i giovanissimi tendono ad avere esperienze sessuali senza protezioni aumentando così il rischio di prendere malattie sessualmente trasmissibili. Ovviamente la mia riflessione non potrà concentrarsi su un argomento  specialistico come la sessualità ed il corretto approccio in età adolescenziale ma piuttosto si concentrerà su una riflessione in merito alla visione di immagini pornografiche e l’attitudine degli adolescenti ad aprire in privato delle chat a sfondo erotico.

Purtroppo anche se siamo abitualmente bombardati di immagini che mostrano uomini con addominali scolpiti e donne con fisico mozzafiato e soprattutto sessualmente ammiccanti, questa abitudine può incidere negativamente sulla concezione della sessualità nei giovanissimi. Recentemente, durante alcuni incontri per il contrasto alla violenza di genere ho appreso dai ragazzi come per loro sia normale vedere ogni giorno corpi nudi o immagini a sfondo sessuale o che riportano azioni di sesso esplicito. Purtroppo vedere questi contenuti senza avere in egual modo un supporto informativo porta i giovani a sviluppare l’idea che il rapporto sessuale possa essere  un’azione di piacere che non prevede per forza un sentimento d’amore alla base ma che soprattutto non necessita di alcuna protezione.

In effetti se ci pensate nelle immagini e nei video che vengono trasmessi sui vari canali di diffusione – e mi riferisco anche alla televisione purtroppo – non ci sono mai delle azioni che in qualche modo possano – anche solo visivamente, senza l’intervento di parole da parte degli attori – portare l’attenzione dei giovani sull’azione di protezione dalle malattie sessualmente trasmissibili. Ma non è solo questo il problema derivato dalla visione di questi contenuti. La maggior parte delle immagini e dei video sessualmente espliciti non spiegate possono portare alla concezione errata sia della relazione sia della concezione del proprio corpo che diventa più uno strumento di piacere che di condivisione di emozioni e di rispetto. Forse vi chiederete cosa centra il rispetto con le immagini a sfondo sessuale. In questo caso non ha nulla a che vedere con  ideologie specifiche ma semplicemente attende all’intesa ed alla capacità di sviluppare una relazione di tipo simmetrico dove uomo e donna siano capaci di vivere una relazione intima dove l’una non debba essere per forza considerata sottomessa all’altro. Non di rado le immagini che vediamo lanciano questi messaggi.

Inoltre altro problema riguarda il fenomeno del sexting e delle chat a sfondo erotico. Ormai è consuetudine anche fra gli adolescenti scambiarsi immagini di nudo o ad alto livello erotico. Questo scambio di messaggi è ritenuto normale ed alla base della relazione che stanno vivendo tanto che spesso i ragazzi arrivano a pensare di doverlo fare per forza come atto d’amore verso il proprio fidanzatino del momento. Anche le chat a sfondo erotico ormai spopolano ed in questo caso le azioni sessuali di autoerotismo vengono spesso riprese al fine di replicare nel tempo l’emozione vissuta tramite lo schermo del telefonino. Questa nuova forma di amore –anzi – di sessualità tecnologica,  porta non pochi problemi. Basti pensare al fatto che anche la legge ha dovuto fare i conti con il fenomeno della vendetta pornografica che ogni giorno vede coinvolte sempre più giovani e giovanissimi che iniziano delle battaglie senza fine per cercare di rimuovere video che diventano in poco tempo virali e altamente condivisi su piattaforme dedicate.

A questo punto il girone infernale ha inizio ed molto difficile da interrompere. Ma sarà vero che anche le immagini che vengono trasmesse ai giovani portano ad avere dei rapporti in modo incosciente e pericolosi per la possibilità di prendere malattie trasmissibili? Di sicuro, ad oggi,  tranne qualche campagna specifica non vi sono molte belle promesse in merito ad immagini di consapevolezza dirette ai giovanissimi e nonostante il divieto ai minori, sappiamo benissimo che la rete permette  agli adolescenti di aggirare gli ostacoli e di accedere senza troppi problemi a contenuti inadatti.  Nonostante inizino a nascere timidi progetti inerenti all’affettività ed alla sessualità, il tema appare ancora un tabù nel mondo fisico mentre per contrasto è uno dei tempi preferiti nel mondo virtuale. Tante chat-room e blog specifici dedicati al tema del  vivere bene la propria sessualità, punti di vista messi online su cui i minorenni fanno affidamento considerato il fatto che forse nel mondo reale non hanno ancora un punto di riferimento specifico, concreto ed affidabile – come per esempio la scuola – a cui potersi rivolgere per eliminare dubbi e perplessità in merito ad un tema così delicato e complesso. .

Di Erica Venditti

Erica Venditti, Classe 1981, giornalista pubblicista dal 2015. Ho conseguito in aprile 2012 il titolo di Dottore di Ricerca in Ricerca Sociale Comparata presso l’Università degli studi di Torino. Sono cofondatrice del sito internet www.pensionipertutti.it sul quale mi occupo quotidianamente di previdenza.